L’anno si è aperto con una nuova fase eruttiva dell’Etna. Nelle prime ore del 1° gennaio 2026, l’attività ha registrato un’intensificazione con emissioni di cenere e una colata lavica diretta verso la Valle del Bove, area naturale non abitata.
La situazione, pur rientrando nelle dinamiche tipiche del vulcano, ha causato disagi locali: in particolare la ricaduta di cenere e le condizioni atmosferiche hanno comportato rallentamenti temporanei nella mobilità e nella gestione di alcune attività nel territorio circostante.
Gli esperti hanno sottolineato che il monitoraggio è costante e che la direzione delle colate, in questa fase, non indica rischi immediati per i centri urbani. Nel frattempo, l’evento ha richiamato l’attenzione di appassionati e fotografi, complice lo scenario particolarmente suggestivo del “vulcano di Capodanno”.


