Torna l’ora solare: nella notte tra il 24 e il 25 ottobre lancette indietro di un’ora. Ecco cosa cambia
Domenica 25 ottobre 2026 termina l’ora legale: alle 3 del mattino gli orologi torneranno alle 2. Si dormirà un’ora in più, ma farà buio prima. Resta aperto il dibattito sull’abolizione del cambio d’ora.
L’autunno porta con sé uno degli appuntamenti più tradizionali dell’anno: il ritorno dell’ora solare. Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre 2026, gli italiani dovranno spostare le lancette dell’orologio indietro di sessanta minuti, passando dalle 3 alle 2 del mattino.
Un cambiamento apparentemente piccolo, ma capace di incidere sulle abitudini quotidiane di milioni di persone, dagli orari di lavoro al riposo notturno, fino ai consumi energetici.
Un’ora di sonno in più, ma giornate più buie
La buona notizia è che, almeno nella notte del cambiamento, sarà possibile dormire un’ora in più. La conseguenza più evidente sarà però l’anticipo del tramonto secondo l’orologio: la luce naturale sarà disponibile prima al mattino, mentre nel pomeriggio farà buio più presto.
Con l’arrivo dell’ora solare, dunque, cambieranno soprattutto le abitudini di chi lavora, studia o pratica attività sportive nelle ore pomeridiane.
Il passaggio potrebbe influenzare anche il nostro organismo. Gli esperti ricordano che persino una variazione di sessanta minuti può modificare temporaneamente i ritmi circadiani, ovvero i meccanismi biologici che regolano il sonno e la veglia.
Perché esiste l’ora legale?
L’ora legale nasce dall’esigenza di sfruttare maggiormente la luce naturale durante i mesi primaverili ed estivi, riducendo il ricorso all’illuminazione artificiale.
In Italia venne introdotta per la prima volta nel 1916, durante la Prima guerra mondiale, per poi essere adottata in maniera stabile a partire dal 1966.
Oggi il sistema prevede due cambiamenti annuali: l’ultima domenica di marzo si passa all’ora legale, mentre l’ultima domenica di ottobre si torna all’ora solare.
L’obiettivo principale resta quello di favorire il risparmio energetico, anche se l’evoluzione delle tecnologie e delle abitudini di consumo ha riaperto il confronto sulla reale convenienza del sistema.
Il dibattito europeo: abolire il cambio dell’ora?
Da diversi anni, all’interno dell’Unione Europea, si discute della possibilità di eliminare definitivamente il doppio cambio annuale.
Nel 2019 il Parlamento europeo si espresse a favore della fine dei cambi stagionali, ma la proposta non ha completato il proprio percorso legislativo e non è stata raggiunta un’intesa definitiva tra gli Stati membri.
Le posizioni rimangono differenti. Da una parte c’è chi sostiene l’adozione permanente dell’ora legale, sottolineando i vantaggi di una maggiore disponibilità di luce nelle ore serali. Dall’altra, chi ritiene preferibile mantenere l’ora solare, considerata maggiormente in sintonia con i ritmi biologici naturali.
La questione coinvolge anche aspetti economici, sanitari e sociali, rendendo complessa una decisione comune a livello europeo.
Gli effetti sulla salute e sul benessere
Il cambio dell’ora può provocare piccoli disturbi temporanei, soprattutto nelle persone più sensibili alle variazioni del ritmo sonno-veglia.
Tra gli effetti più comuni figurano stanchezza, difficoltà di concentrazione, alterazioni del sonno e una sensazione generale di affaticamento.
Per affrontare meglio il passaggio, gli specialisti consigliano di mantenere orari regolari, esporsi alla luce naturale durante la mattina e limitare l’utilizzo dei dispositivi elettronici prima di andare a dormire.
Particolare attenzione viene riservata ai bambini e agli anziani, che possono avere bisogno di qualche giorno in più per adattarsi ai nuovi orari.
Quando tornerà l’ora legale nel 2027?
Il prossimo appuntamento con l’ora legale è fissato per domenica 28 marzo 2027, quando le lancette dovranno essere spostate nuovamente in avanti di un’ora, dalle 2 alle 3 del mattino.
Nel frattempo, smartphone, computer e dispositivi con aggiornamento automatico provvederanno autonomamente alla modifica dell’orario. Sarà invece necessario intervenire manualmente sugli orologi tradizionali e su alcuni elettrodomestici.
Il ritorno all’ora solare rappresenta così un piccolo rito collettivo che accompagna l’ingresso nella stagione più fredda. Un’abitudine consolidata, ma che continua a dividere opinione pubblica, istituzioni ed esperti.
E mentre l’Europa continua a interrogarsi sul futuro del cambio d’ora, gli italiani si preparano a guadagnare sessanta minuti di sonno, rinunciando però a un’ora di luce nelle serate autunnali.
